Martedì, 20 Giugno 2017 08:01

Documentazione della società e diritto dei soci

Scritto da Avv. Cipressi Fabiano

Capita spesso nelle Società a Responsabilità Limitata che, a causa di contrasti interni, i soci di minoranza chiedano di accedere alla documentazione contabile e riservata. L'interesse del socio deve essere bilanciata dall'interesse  dell'azienda a tutelare dati sensibili, riguardanti la propria clientela, know how, brevetti, procedure di lavoro, ecc ... Infatti, seppur grava sul socio un obbligo di riservatezza, non è facile, di fronte a fughe di informazioni strategiche, riuscire ad individuare il responsabile. Ancora più difficile può essere ottenere un effettivo risarcimento per i danni subiti.

Il Codice Civile all'articolo 2476 comma II° c.c.  dispone che "i soci che non partecipano all'amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento di affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all'amministrazione". Il potere di autotutela riconosciuto ai soci, che di fatto di estrinseca anche in un controllo sulla gestione della società, riguarda senza limitazioni tutta la documentazione e non soltanto quella strettamente contabile. Ecco allora che i soci possono prendere visione per esempio dei contratti o delle strategie produttive. Del resto i soci hanno un interesse economico rilevante all'interno della società.

Il "problema", se è così che lo vogliamo chiamare, è che i diritti riconosciuti ai soci non prevedeno nessun tetto minimo di partecipazione nella società. Un socio che detiene l'1% del capitale sociale può esercitare pienamente tutti i diritti di socio. Non ci sarebbe nulla di male se non per il già accennato problema di tutela delle informazioni strategiche e riservate. Quindi, ci si domanda se ed in quali limiti la società possa opporre un diritto di riservatezza al socio. Ebbene la giurisprudenza, stante il tenore della norma codicistica, ha ritenuto che il diritto del socio non possa essere limitato. Inoltre, il socio neppure deve motivare perchè ritiene di avere un interesse alla consultazione della documentazione aziendale, ritenendosi che l'interesse insciendibile dalla proprietà di una quota del capitale sociale.

Tuttavia il Tribunale di Milano, Sezione specializzata in materia di impresa con provvedimento del 27 febbraio 2017, ha avuto occasione per precisare che: "... il diritto alla consultazione della documentazione sociale e all'estrazione di copia possa trovare specifica limitazione – attraverso l'accorgimento del mascheramento preventivo dei dati sensibili presenti nella documentazione quali, ad esempio, i dati relativi ai nominativi di clienti e fornitori – laddove all'esigenza di controllo individuale della gestione sociale – a cui è preordinato il diritto del socio ex art. 2476 comma II° c.c. – si contrappongono non pretestuose esigenze di riservatezza fatti valere dalla società". 

Il diritto dei soci non è derogabile e clausole sociali non potrebbero limitarne l'esercizio. Tuttavia, lo Statuto potrebbe prevedere delle formalità o procedure da rispettare come, per esempio: termini di preavviso minimi, limiti al numero dei professionisti incaricati e preventiva comunicazione dei nominativi, specifici obblighi di riservatezza, ecc ...

Nella realtà quando un socio inizia ad esercitare con ripetitività il diritto di accesso alla documentazione contabile, specie se si tratta di socio di minoranza, si preferisce  trovare un accordo economico per favorire la vendita della quota. Infatti, è sempre particolarmente problematico, per quanto regolamentato dallo Satuto, contemperare il diritto del socio (spesso contrario alle scelte aziendali)  con una serenza attività produttiva.

Ultima modifica il Martedì, 20 Giugno 2017 08:57
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